Dove cercare?

ottobre 22nd, 2009

Si cerca Dio nel mistero, nella paura, nel destino, nello sconosciuto, in chi non c’è o arriverà.
Chissà perché ci si ostina a relegarLo nel non esistente, nel nulla o in ciò che è appena percepibile.
Eppure Lui è qui, c’è sempre stato. Non è domani o ieri. E’ qui, è adesso.

Addio alle bambole

ottobre 7th, 2009

– Mamma son tornata!
La piccola Lory avvisava sempre con quel richiamo, quando rientrava a casa da scuola. Era già in quarta nonostante avesse ancora otto anni; l’anno prima i maestri si erano complimentati con lei perché era stata la prima della classe. E lei fiera, si era messa a studiare sodo anche quell’anno appena iniziato.
Salutò l’amichetta che abitava al piano di sopra nel condominio, e attraversò il piccolo corridoio fino alla cucina, dove sua madre preparava la tavola per il pranzo.
– Mamma son tornata! – ripeté più calma quando la donna le fece un sorriso con ancora le posate in mano.
– Togli la mantellina e a lavarsi le mani! È già pronto!
Lory le restituì il sorriso e corse in camera a posare zainetto e mantellina. Tolse il grembiule che spiegò sul letto, di fronte alle bamboline d’ogni sorta che la mamma ogni mattina aveva cura di sistemare sulla coperta, tutte nella fila che la piccola preferiva. Ogni bambola era stata un regalo di suo padre; se ne aggiungeva una ad ogni festa, una al suo compleanno, una per l’onomastico. E la fila di bambole e fatine sul letto si allungava, tutte in rigoroso ordine, dalla più vecchia e lontana alla più giovane.
La bambina rimise in piedi una bambolina cinese che era caduta su di un lato e corse in bagno a lavarsi le mani. Gettò un’occhiata allo specchio; sua madre quella mattina le aveva fatto le treccine. Così sei più carina, le aveva detto. Lory provò a sorridere… non era poi tanto bella con i dentoni davanti. Forse da grande sarebbe stata una bella signorina! E pensava alle principesse dei cartoni animati, e poi alle bambole di suo padre.
Con le mani che odoravano di sapone si presentò a tavola, dove già un profumino di pasta al formaggio le aveva risvegliato l’appetito. C’era sua padre, seduto al suo solito posto. Doveva essere arrivato poco dopo di lei, perché Lory lo studiò sorpresa.
– Benvenuta, principessina. Come sei bella oggi!
– Ciao papà. – e Lory corse a dare il bacino sulla barba del padre. Ora più che mai i peli che suo padre portava in viso le punsero le gote; in più c’era l’odore forte del dopobarba. Lo stesso di sempre. Tornata al suo solito posto accanto alla madre, già il profumo di pasta al formaggio non si sentiva più. C’era solo quel dopobarba.
La mamma le servì la pasta. Avrebbe voluto raccontarle del litigio di due sue compagne di classe; e di lei che era intervenuta per prendersi la colpa. O della bella interrogazione in scienze. Forse dopo, si disse. La donna aveva gli occhi bassi, badava a non sporcare la tovaglia col formaggio.
– Allora, Lory. Com’è andata a scuola oggi? – le chiese suo padre; o meglio, la sua barba .
– Normale. – rispose la bambina, e cominciò a mangiare di gusto. Era troppo buona la pasta al formaggio, per parlare della sua giornata.
La barba nera sorrise e cominciò a ingoiar pasta anch’essa di gusto.
– Normale… potresti raccontarci dell’altro, no? Sempre normale a scuola? – intervenne dolcemente sua madre. Ma era troppo occupata a servire altra pasta al marito, a capotavola, perché potesse guardare negli occhi la bambina, che aveva alzato lo sguardo dal piatto per cercare il suo.
Al contrario gli occhi neri del padre la fissavano, e sembravano sorriderle al posto delle labbra invisibili. Lory abbassò i suoi ancora sulla pasta al formaggio, che era tornata profumata, e invitante…

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per amore

ottobre 1st, 2009

Se fosse una fiamma l’amore,
la soffocherei
e annegherei le ceneri,
con nient’altro che una lacrima.
Perchè è inutile
piangere,
su una fiamma che consuma
solo cenere e sospiri.

Breve giustificazione alla tristezza

settembre 29th, 2009

Si dice che l’uomo sia stato messo al mondo per cercare una via alla felicità. Si crede che sia nato per sorridere, per fare il bene, per morire sazio d’anni e di gioia. Ciascuno ha i suoi scopi, ciascuno ha le sue idee di felicità.

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DIO è?

settembre 28th, 2009

Dio non sta sopra le nuvole, in un quadro, tra le rose. Dio no sta in una preghiera senza cuore, in un sorriso senza luce, negli occhi vuoti di un bambino. Non alita sulle acque, non prende per mano un moribondo, non fa i miracoli per te che ne hai bisogno.
Dio è il senso, il bisogno, l’esigenza. La luce che ci salva dalla condanna di essere uomini, il significato di questa vita senza senso.
Dio è l’ultima legge della vita, la salvezza da noi stessi. Non preghiamo che discenda da dietro le stelle, non aspettiamoci che ci scaraventi contro le montagne, che ci uccida i figli. Dio è la ragione dentro, la guida del pensiero. Siamo solo noi e Lui. L’universo intorno non c’entra. Lasciamo il vicino solo con Lui.

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